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L’Occasione e Maria

Nella sala conferenze del Seminario di Venezia ora Marcianum, un tempo refettorio, è esposta una rara e curiosa Annunciazione della Vergine col Padre Eterno e tre devoti astanti. La grande tela, di circa 4 metri per 3 attribuibile alla bottega di Palma il Giovane, proviene da qualche edificio dello stato veneziano perchè uno dei tre devoti è un procuratore vestito col tradizionale abito rosso. Sappiamo che Venezia come Firenze, Siena ed altre città, volevano che la loro fondazione fosse avvenuta non nel giorno della nascita di Gesù, ma  ancor prima, nel giorno del suo concepimento e dunque all’Annunciazione. Anticipando l’idea stessa del progetto divino, ancor prima della nascita, il momento fondante dell’Uomo Nuovo e della Città Nuova. 

kairos_03I politici veneziani e gli altri si attribuivano il buon auspicio e la buona  fortuna sotto la Divina Protezione, perchè concepiti come il Salvatore nei suoi stessi giorni del calendario cristiano. Venezia è fondata nel 25 marzo, l’Annunciazione appunto, del 421 così vuole la leggenda ed e’ per questo che la Vergine e il suo arcangelo Gabriele inquadrano anche visivamente le facciate delle Chiese e le tombe private, i polittici dipinti e scolpiti e le Mariegole artigiane miniate, presenziando ogni atto della vita cittadina. Prima dell’Annuncio dell’Angelo a Maria nulla si poteva rappresentare concernente l’incarnazione; a volte Maria ancora non si accorge della presenza angelica, ma un’attimo dopo verrà salutata con l’Ave Maria. Tra mercanti si sa che chi primo arriva meglio alloggia e chi dorme non piglia pesci, cosi i tre procuratori veneziani anticipano i tempi della Grazia ancor prima che l’arcangelo parta! Sanno quello che succederà ancor prima di Maria!  In questa grande tela, non conosco altri esempi simili, il Padre Eterno elegante e regale sta allungato nel suo trono di nuvole, pensando e decidendo il da farsi. L’idea è “Divina”, suo figlio nascerà da quella Vergine che ora, al Tempio, sta studiando  inconsapevole  le sacre scritture in solitudine e silenzio riparata da una tenda verde. Dunque chiama l’arcangelo Gabriele, che sulle trasparenti ali che lo sostengono, prontamente prende ordini voltandoci completamente la schiena, tenendo il giglio con la mano sinistra e indicando con la destra la leggente Maria mostratagli dal Padre che dovrà presto raggiungere. Abbiamo la sequenza del fatto precedente al vero e proprio annuncio, l’Idea e l’Ordine che stanno per diventare azione, la volontà divina che diventerà vera carne umana. L’Occasione e il giusto momento è solo quello e così sarà! L’arcangelo con i capelli corti alla nuca e il ciuffo svolazzante in direzione del Padre è la classica immagine del Kairòs, l’Occasione appunto, rappresentato fin  dall’epoca di Alessandro Magno, concepito da Aristotele, come un giovane volante sulle nuvole con la nuca rasata ma il ciuffo lungo e prensile perchè la Fortuna va acciuffata all’arrivo e sarà imprendibile ai dubbiosi tentennanti, già un attimo dopo che ci ha girato la testa . kairos_01E’ rara l’iconografia profana di Kairòs usata nel contesto religioso sia prima, ma per di piu’ ora dopo la Controriforma! Negli stessi anni la Repubblica di Venezia userà sulla punta della Dogana lo stesso emblema raffigurato nella scultura del Falconi con la nuda Fortuna col ciuffo al vento reggente  la vela che lei direziona a  suo favore sulla  dorata sfera dove precariamente si appoggia. La mercatura è in balia dall’auspicabile Buona Sorte e anche del vento utile ai velieri. E la Fede? Anche. Sebbene qui la Fede coincida con la Fortuna stessa, ed entrambe sono ottenute e trattenute tramite la preghiera e la pratica devozionale come ci indicano a esempio gli sguardi fissi e sicuri dei tre oranti in abisso.

Guerrino Lovato
Venezia 31 ottobre 2014


Guarda il video in cui Guerrino Lovato racconta l’iconografia del Kairòs.

 
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Pubblicato da su 22/01/2015 in Kairos

 

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