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La Torre dei lussuriosi e degli imprudenti

La costruzione della Torre di Babele nel mosaico del nartece di San Marco Venezia (XIII sec.), ha tre figure centrali problematiche e anomale. Sulla scala un manovale robusto porta la calce, ha un piccolo manto legato da una cordicella che lo ripara dalla frizione col pesante secchio. Il bianco perizoma è aperto esibendo un vistoso membro tracciato con chiarezza. In basso a sinistra, dietro di lui, un giovane, in tunica, interloquisce con un muratore munito di mazzetta e che sta in alto, agitando la mano destra, ma con la sinistra, infilata sotto la tunica blu si tocca i genitali.

Un altro con la mano sinistra fa capire che il suo linguaggio non viene inteso, con la destra nascosta forse imita il precedente.

Al centro, sotto la torre in costruzione, curiosa un bambino, tra mattoni e carrucole, non certo il luogo più sicuro per un giocoso e solitario infante. Le tre figure sottolineano che la superbia laboriosa dei babilonesi non era l’unico vizio capitale che li caratterizzava, erano anche lussuriosi e imprudenti. Se l’esibizione del sesso è viziosa seduzione in un ambiente di maschi che preannuncia il carattere della futura città di Sodoma, la maliziosa mano nascosta del giovane in tunica blu è un soggetto più raro, ma sempre connotante una minaccia a una umiliazione peccaminosa. In attesa di altri riscontri, metto a confronto un dipinto di 500 anni dopo, di Tiepolo a sant’Alvise a Venezia. Nell’incoronazione di spine, dove la sadica parodia regale deride, umilia e violenta con sputi e gesti, pensiamo alle oscene gesta delle fiche, qui sono sostituite dal malizioso giovane che mostrando il culo infila ambedue le mani sotto la veste a preparare un azione tutt’altro che benevola. Non solo per superbia crollerà la torre nella confusione verbale, ma anche per la lussuria e l’imprudenza. In nessuna altra iconografia della pur famosa torre ho trovato queste allusioni.

Maestro Guerrino Lovato

 
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Pubblicato da su 02/06/2021 in Articoli

 

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Noè

San Marco, pozzo del nartece, mosaici del Zuccato su cartoni di Salviati, seconda metà del Cinquecento. Rara immagine del Profeta Noè, così segnato nel cartiglio con la P. Interessante il gesto che ci rivolge, a indicare il senso della vista, che in senso biblico era violare una persona indifesa, offesa che aveva ricevuto dal figlio Cam, poi maledetto, mentre dormiva nudo e ubriaco sotto la vigna. Interessante, che cercando un elemento che lo caratterizzi, Noè che di solito tiene in mano un modellino dell’Arca, qui lui esibisca il gesto del VEDERE che non COMMISE! Ma tutti capivano che alludeva al famoso scherno di Cam. Tra San Marco e il Ducale presenzia ben cinque volte, e gode di un’ampia illustrazione delle sue gesta, cinque volte Noè è raccontato, compreso il ruolo del vecchio artefice nell’arco dei mestieri, letto altresì come l’architetto infelice. Così lo rappresenta Tintoretto nel Paradiso, con l’Arca in mano. Rimane che il VEDERE così sottolineato implica il racconto biblico, l’opera d’arte in mosaico e la nostra complice presenza.

Maestro Guerrino Lovato, 1 maggio 2021

 
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Pubblicato da su 12/05/2021 in Articoli

 

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San Marco

Venezia, San Marco, nartece, Crocifissione della seconda metà del Cinquecento da un cartone del Salviati e mosaico degli Zuccari.

La croce è curiosamente spostata a sinistra per lasciare spazio al cavaliere sul cavallo bianco che irrompe in scena. Rara iconografia che ho notato con l’amico Sergio Baldan che ha scritto poi un saggio in stampa su Arte veneta. Si tratta del quarto Cavaliere dell’Apocalisse, con tutti i significati catartici logici in questo contesto. Rara iconografia ripresa solo da Palma il Giovane in due pale d’altare a New York e ad Augsburg. In una lunetta la croce va posta parallela al fedele, e va al centro, ma per fare posto all’apparizione apocalittica il pittore la decentra, creando una vistosa assimetria, anche spirituale! Alla fine dell’Ottocento l’editore Ongania farà disegnare il mosaico e lo riprodurrà nei suoi preziosi libri, e non capendo il soggetto e la particolarità compositiva, fa mettere la croce esattamente al centro. Il saggio del Baldan e mio spiega per filo e per “sogno” tutta la questione.

Maestro Guerrino Lovato, aprile 2021

 
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Pubblicato da su 10/05/2021 in Articoli

 

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