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Archivi tag: Guerrino Lovato

Quel sandaletto

Venezia, San Marco, cappella di San Clemente, Antonio Rizzo, primo Quattrocento.

In alto la Madonna della Passione con il Gesù spaventato che dall’agitazione perde il sandaletto. Antica iconografia bizantina, con il feriale e domestico dettaglio, nota nella pittura ortodossa ma non nella pittura pittura occidentale e tanto meno nella scultura, della quale questa è un unicum mai notato! Non solo il sandaletto infradito è scolpito in toto, forse l’altro è ancora nel piede sinistro, ma il sesso del bambino appare circonciso tra le vesti. L’unico figlio di Dio si sacrificherà per la salvezza degli uomini.

Maestro Guerrino Lovato

 
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Pubblicato da su 16/05/2021 in Articoli

 

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Il patriarca Noè medita sul lavoro degli uomini

Il sottarco dei mestieri, a San Marco, capolavoro della scultura romanica a Venezia.

Il patriarca Noè medita sul lavoro degli uomini. La famiglia di Noè, sotto la sua direzione e volontà voluta da Dio, prima lavora alla costruzione dell’Arca della Salvezza, simbolo del popolo eletto giusto e laborioso, e qui a Venezia, alla costruzione della città stessa, salvata e protetta dalle acque. Noè in palazzo Ducale e in San Marco è la figura vetero testamentaria più riprodotta e omaggiata, anche nel colossale formato della scultura dell’ebbrezza. Poi nel nartece di San Marco ha una delle più ampie storie mosaicate dove il suo possente nudo viene rappresentato per ben due volte, citando Ercole in riposo, stanco dalle fatiche e ubriaco, splendida figura prestata dalla cultura classica. Ancora nell’arco superiore esterno viene scolpita la scandalosa ma eloquente ebbrezza. I vecchi, i saggi, i padri non possono essere derisi nelle loro puerili debolezze, pena la condanna alla servitù. Riposa dalle fatiche del costruire con ingegno, metodo e mestiere, come anche l’invenzione dell’agricoltura. Noè che morirà a 950 anni è seduto nel trono intagliato che gli è dovuto, si appoggia e trattiene le utili stampelle. Il copricapo a zucca orientale lo colloca tra i primi profeti, ha lunghi capelli e barba ricciuta, una ampia veste e manto a larghe pieghe che non nasconde il nutrito ventre di Patriarca matriarcale. Medita col dito della mano destra nella bocca a segno del silenzio come stupore e rispetto, nella posa del meditativo e creativo malinconico. Sopra la sua testa si apre l’arcobaleno della conciliazione tramite l’attività umana, il lavoro come nobile percorso della vita che rende agli uomini nutrimento e libertà repubblicana, tutto sotto l’agnello di Dio, vertice e bussola di ogni attività. Per Venezia, l’Arca salvifica era sia la città sulle acque che la chiesa stessa, di San Marco, quintessenza del sapere dello Stato Ducale. Ecco perché i mestieri rappresentati con tanta vivacità e aneddotica escludono le attività suntuarie, del lusso e del piacere, che Venezia certamente produceva, ma come nella Prima repubblica romana, i valori comuni erano virtuosi se utili alle indispensabili attività, dalla pesca alla cantieristica, dalla muratura alla nutrizione. Noè osserva, esausto ma ancora creativo, il frutto della sua gente laboriosa e associativa. È il Doge vecchio e giudice, e la controfigura dell’artista anziano che come Dio si compiace della sua creazione. Per gli antichi l’Arte era tutto ciò.

Maestro Guerrino Lovato.

 
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Pubblicato da su 11/05/2021 in Video

 

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Art Dossier – Se lo Stato butta via faccio io e così sia.

Antonio Canova il Giovane 1838

Antonio Canova il Giovane. Gruppo accademico con figura dolente e figura giacente (1838) gesso, altezza 141 cm, particolare.


Art Dossier – Giugno 2017

Se lo Stato butta via faccio io e così sia.
di Fabio Isman

Il tesoro dei magazzini della storica fonderia veneziana di Emanuele Munaretti rischiava di andare perduto se non fosse stato acquistato da Guerrino Lovato, studioso d’arte e artigiano. Ma c’è di più. La raccolta di gessi, sculture, calchi ha trovato dimora da gennaio scorso, per dieci anni, in un museo creato apposta a Cerea (Verona). E salta fuori un nuovo artista, Antonio Canova “il giovane” : era ignoto.

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Art_Dossier_Giugno_2017

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Guerrino Lovato – I misteri del carnevale

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Se desiderate saperne di più sul Carnevale, guardate questo video:

 
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Pubblicato da su 22/02/2017 in Articoli, Eventi, Video

 

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“l’Anima e il Volto” – La collezione della Fonderia Artistica Munaretti di Venezia in mostra permanente a Cerea.

“l’Anima e il Volto”
Esposizione permanente della Fonderia Artistica Munaretti di Venezia. Collezione Guerrino Lovato.

Collezione Fonderia Munaretti

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Bettona e le opere ritrovate: l’Altarolo di El Greco e il busto in gesso del Canova

TGR ARTE E CULTURA

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Umbria, il balcone etrusco Bettona è l’unica città etrusca superstite sulla sinistra del Tevere. Un balcone su uno scenario splendido, vivace per la cultura. Gran fermento nel museo cittadino. Federica Becchetti

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INVITO: “L’Anima e il Volto”. Mostra a Cerea. Fonderia artistica Munaretti di Venezia. Collezione Guerrino Lovato.

fonderia_munaretti_venezia_collezione_guerrino_lovatoLa S.V. è invitata alla presentazione ufficiale della mostra “L’Anima e il Volto”.

Più di 100 opere su 300 mq di esposizione: una preziosa collezione portata a Cerea dallo scultore Guerrino Lovato che raccoglie i calchi più famosi della celebre Fonderia Munaretti di Venezia, l’officina dello scultore Emanuele Munaretti.

L’evento si terrà sabato 14 gennaio alle ore 11 nella sala convegni dell’Area Exp, via Oberdan 8, Cerea (VR).

La giornata si concluderà con un buffet. Si prega di confermare la presenza all’indirizzo e-mail ufficiostampa@comune.cerea.vr.it

Paolo Marconcini
Sindaco di Cerea

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Pubblicato da su 01/01/2017 in Eventi, Invito

 

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Santa Lucia che calpesta il bue

Il mio nipotino Beniamino Zaza di 8 anni mi ha spedito il suo meraviglioso compito su Santa Lucia (potete leggerlo qui). Per reggere la sua sapiente sfida aggiungo una mia osservazione su una rarità iconografica della santa, pero’ mai all’altezza del suo Titanic…

Jacopo da Varagine nella Leggenda Aurea racconta che lo Spirito Santo in persona, pardon “in colomba”, apparve sopra Santa Lucia per renderla inamovibile verso il postribolo dove era stata condannata allo stupro
collettivo. Inamovibile anche nella nuova Fede che continuerà a discutere con il console Pascasio. Proveranno a sollevarla i soldati e la plebaglia ma nulla può smuoverla, nemmeno una lunga colonna di buoi appaiati in posizione da tiro.

Altichiero da Zevio, nel 1384 nell’oratorio di San Giorgio a Padova, occupa mezza navata sinistra con la rappresentazione del lungo corteo di bovini bastonati e spinti nello sforzo di staccare Santa Lucia dal punto dove posava i piedi e dove sarà, non prima di essere comunicata, anche uccisa col pugnale dopo essere stata accecata. Doveva essere alquanto impressionante per i fedeli preindustriali l’immagine del lungo corteo di bestie da tiro per indurre rappresentazioni così vaste e figurativamente retoriche dell’aneddoto agiografico.

Altichiero da Zevio

Lorenzo Lotto, nel 1523 a Jesi, non perderà l’occasione di rappresentare la storia della disputa di Santa Lucia nel suo capolavoro ancora lì conservato. Più della metà della lunga predella orizzontale sotto la pala è occupata dal più lungo traino di buoi che io conosca in pittura prima del sollevamento dell’obelisco in Piazza San Pietro dell’architetto Fontana, immortalato da dipinti e incisioni.

Lorenzo Lotto - Pinacoteca Civica

Lotto rappresenta otto coppie di bovini aggiogati e uniti nell’inutile sforzo di smuovere la Santa Lucia. Nella Pala superiore Lotto riassume, con la solita arguta e didattica felicità visiva, il senso del corpo trattenuto da una forza superiore: una nera domestica trattiene un vivace bimbetto che vorrebbe procedere anche lui a spingere la Santa, lui non andrà come lei non si muoverà, la Fede non è un capriccio infantile che può essere contrastato dalla forza dell’uomo!

Santa Lucia

Pietro Bernini, il padre del grande Gian Lorenzo, scolpisce due statue per la chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Morano Calabro nel 1591.Una statua di Santa Lucia e l’altra di Santa Caterina d’Alessandria, Sante spesso associate come nell’oratorio padovano sopra citato. La Santa Lucia tiene in mano il libro della sapienza e il piatto con gli occhi strappati e sotto i piedi la spada del martirio e la testa di un bue con le bardature tra le corna. Non conosco né in pittura e nemmeno in scultura un’immagine della Santa Siracusana che calpesta o che si accompagni a un bue da tiro. Non conoscendo tutta la storia sarebbe stato uno sforzo ardito giustificare l’animale che è simbolo, ma mai calpestato, di San Luca evangelista che con Lucia ha in comune solo la radice del nome il riferimento alla luce.

Guerrino Lovato
Venezia, 13 dicembre 2016

Santa Lucia - Piero Bernini

 
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Pubblicato da su 13/12/2016 in Articoli, Lorenzo Lotto

 

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INVITO: Un racconto per immagini di Guerrino Lovato – LA LEVATRICE INCREDULA – Venezia, 17 dicembre 2016

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Paesaggi d’Arte – Quando il paesaggio è fonte di ispirazione

Paesaggi d'Arte

 
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Pubblicato da su 05/11/2016 in Conferenze, Eventi, Invito

 

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