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Bettona e le opere ritrovate: l’Altarolo di El Greco e il busto in gesso del Canova

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Umbria, il balcone etrusco Bettona è l’unica città etrusca superstite sulla sinistra del Tevere. Un balcone su uno scenario splendido, vivace per la cultura. Gran fermento nel museo cittadino. Federica Becchetti

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Ritrovato il raro autoritratto opera di Antonio Canova a Bettona

Scoperto in Umbria un raro autoritratto di Antonio Canova firmato e datato 1812. Considerato disperso da oltre un secolo, era a Bettona abbandonato dietro una porta nei magazzini comunali! E’ in gesso marmorizzato e completo di base, tra i migliori esemplari rimasti.

di Guerrino Lovato

Autoritratto_Antonio_Canova_1812

Canova nel 1812, su invito di amici, modella in creta, converte in gesso e poi scolpisce nel marmo il suo ritratto in formato colossale. Il marmo è a Possagno, nel suo tempio accanto alla sua tomba. Il gesso prototipo con i funzionali punti per la copiatura si trovano uno a Possagno in gipsoteca e uno a Roma all’Accademia di S. Luca. Altre repliche in gesso ma ricavate tramite calchi dal marmo, Canova le regalava a clienti e ammiratori, ne esistono circa otto esemplari. Uno a Venezia al museo Correr alquanto abraso in superficie, uno nella collezione Zeri a Mentana e altri sparsi tra la Russia, l’Inghilterra e la Germania, luoghi che possiedono i suoi capolavori in marmo.

Una replica in marmo – ma del Rinaldi- la possedeva a Ferrara il Cicognara, amico e mentore del Canova, che sotto questo ritratto si fece ritrarre con la famiglia da Hayez. Dunque possedere l’autoritratto del grande scultore e mecenate Antonio Canova era segno di raffinatezza e prestigio e di assoluta dedizione al bello ideale e ai valori neo-antichi che il nostro geniale artista impersonava. Le varie repliche sono firmate e datate sul retro: Canova Ipsius F. 1812 (tradotto: Canova se stesso fece).

Nel catalogo della Pinacoteca di Bettona del 1996 tra le opere disperse viene elencato questo busto. Era diviso in due parti ma stava a vista nei depositi comunali nel complesso di San Crispolto a Bettona. Insieme a Giorgio Foresti, Angela Fratellini, Mario Papalia, che mi accompagnarono a visionare le opere del Comune, lo vidi e lo compresi subito. La rottura è di facile restauro e la conservazione della testa, con i ritmati capelli e la perfetta anatomia, è eccezionale. Rara e preziosa è la marmorizzazione color avorio della superficie che lo ha conservato intatto.

E’ probabile che sia arrivato a Bettona con lascito alla città dai Preziotti che avevano ruoli importanti a Roma e un palazzo a Bettona, forse amici del Canova stesso che sia col clero che con l’Imperatore, ma anche con Napoleone, seppe essere artista, consigliere e figura di cultura alla moda.

Quando si ritrasse aveva 55 anni e questo è l’unico autoritratto in scultura, in quanto come egregio pittore si raffigurò più volte nel corso della vita e posò per vari pittori. Il nudo eroico, la pettinatura dalla nuca alla fronte come Giulio Cesare, il volto glabro e lo sguardo lontano, dicono della dichiarata adesione all’arte greca attraverso la romanità, nuovo Prassitele in terra italiana. Impeto e controllo, bellezza ideale e forza, illuminismo e passione. Un neoclassico già romantico e moderno, l’ultimo artista italiano di livello europeo: a Bettona dietro la porta ma ora in Pinacoteca per sempre.

Autoritratto Antonio Canova

Autoritratto Antonio Canova

 

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