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Archivi tag: architettura rurale

Casa Architettura RUrale BErica

“Ancora sulle case quarant’anni dopo”
di Guerrino Lovato

Dedico questo album Carube all’anonimo vicentino che assieme alla occasione fortunata, alla salute e all’amicizia, ha permesso la stampa di questa fatica collettiva.

Architettura-Rurale-Berica

Carube” è il nome che ho dato alla mia nuova casa in Contrà Mulin al Cao de là a Brendola. Era la casa di Emma Menon, tuttora viva e centenaria in questo 2016. La casa venne costruita nel 1922 e lo scrisse il padre di Emma firmandosi a mosaico nel gradino di entrata. È in pietra di Brendola, della priara alle Grotte, come il decorato camino.In marmo rosa di Asiago è il lavello, o seciaro, ampio e angolare; in legno i due solai con le travature e le due scale che portano a due camerette e a un granaio, o granaro, un tempo comunicanti con la casa più antica, sempre Menon, della quale questa è lo sviluppo generazionale. La caruba, o carruba, o ancora carobola, è una pianta selvatica e spontanea che dà il caratteristico frutto piatto, un grande bacello coriaceo contenente un dolciastro succo che piace agli asini, ma anche ai bambini poveri. Come eravamo noi tutti che al ritorno da messa, in inverno, ce ne nutrivamo per gola e curiosità, rubandole dalle abbandonate piante di carrubo in zona, lungo la strada dei Sassi Mori, presso la villa Girotto. Altre carube ce le portava poila Befana nella calza del 6 gennaio, grosse, profumate e dolci che, ci raccontava la Befana stessa, arrivavano dalla Sicilia. Il seme delle carube è scuro e talmente duro che veniva usato per fare i rosari liturgici.

Casa Architettura RUrale BErica sarà un piccolo ma inamovibile e vigile luogo dove vorrei raccogliere quanto è possibile in fatto di documentazione fotografica, grafica, cinematografica e in registrazione orale e scritta sulla vita delle case rurali e di coloro che le costruirono, le vissero e le descrissero, meno di quelli che da fuori vennero solo a stupirsene, o a fare le cartoline e i calendari, o i pittori della domenica. Non un museo materiale della civiltà contadina, necessario e già presente ovunque, ma un museo dei documenti sulla civiltà contadina berica a partire dai miei disegni e fotografie (diecimila scatti degli anni Settanta), e poi fotografie e diapositive di Elisabetta Lovato (ventimila scatti dal 1980 al 2000), le registrazioni audio e video degli ultimi quarant’anni, foto d’archivio (riprodotte e catalogate) delle diverse famiglie dell’area, dei mappali e foto aeree di uso pubblico e privato. Immagini, voci e visioni grafiche di un piccolo ed esemplare territorio: il Cao de là. Nei materiali di “Carube” è compreso l’archivio Morsolin. Si tratta del 25 per cento dei documenti che possedeva il più grande storico vicentino della seconda metà dell’Ottocento, l’abate Bernardo Morsolin, nato a Gambugliano e morto a Vicenza, che per primo, o quasi, condusse la storiografia italiana su basi scientifiche e documentaristiche, insegnando a tutta l’Italia, finalmente unita, il rigore e la fondatezza dello scrivere di Storia. Il Morsolin scrisse un ancora insuperato libro proprio su Brendola. La metà dell’archivio Morsolin è a Vicenza alla Biblioteca Bertoliana, una parte a Venezia alla Biblioteca Marciana e il rimanente a Brendola nella mia “Carube” a disposizione di pochi per la gioia e il sapere di molti. Lo comprai a Venezia nel 2002 dalla vedova dell’ultimo pronipote Morsolin che abitava vicino alla mia bottega Mondonovo Maschere a Santa Margherita. Contiene millequattrocento lettere e documenti dei migliori intellettuali vicentini dell’Ottocento, da Zanella a Lampertico, da Lioy a Fogazzaro, da Valentinelli a Tommaseo, al vescovo Farina, ora santo! Sono inclusi titoli, onorificenze e diplomi del Morsolin stesso: tutto questo inchiostro di penna e pennino è inedito! Non tratta direttamente della cultura rurale che ancora non interessava la letteratura e la storiografia, ma in controluce si parla di agricoltura, vino, frutta e cibo del nostro territorio, che almeno loro mangiavano in abbondanza! E il contadino produceva in proprio o sui terreni della nobiltà alla quale il Morsolin dedicò il suo testo illustrato Brendola, ricordi storici nel 1879.

Dell’importante industria serica che ha caratterizzato, dal 1500, il paesaggio vicentino con i gelsi, o morari, fornendo il primo guadagno stagionale al contadino, saranno esposti 2533 bottoni in seta. È un importante campionario approntato per la partecipazione veneta a Roma all’Esposizione internazionale del 1911. Create da una ditta di Malo, forse i Corielli, le cinquanta piccole scatole apribili come un libro contengono, ordinatamente disposti, i rotondi bottoni filati in seta intrecciata, tutti di colore e forma diversa con numerazione e prezzi. Sembra una collezione meravigliosa di insetti rari! Contrà Mulin è la più bassa compagine architettonico- abitativa all’interno della perfetta cavea, quasi circolare, che i colli formano a Brendola. Essendo il punto più in basso raccoglie tutta l’acqua di quel versante e la Fonte di Monte dava, e dà ancora, perpetua soddisfazione alla sete umana e animale e alle piante dell’area. Inoltre, da epoca antica, faceva girare la ruota di un mulino che ha dato il nome all’abitato che fortunatamente non ha subito lo stravolgimento toponomastico degli anni Settanta. Non per sensibilità quanto per dimenticanza, rimane dunque oggi tra gli ultimi numeri di via San Valentino. L’ultimo mulino venne fabbricato nei primi del Novecento e tuttora esiste nella casa Leonardo Lovato, poi Gugliemo e poi Antonio ora Mirco Balbo, casa che affianca il fossato, o scaranto, che nasce sopra i Nogara e si rigenera con la Fonte di Monte. Fossato che anche nelle siccità prosegue verso la Degora benedettina per immettersi nel Fiumicello ai Pontesei, che finirà nel Guà e poi nell’Adige e, infine, nell’Adriatico. Nel 1963 la Contrà Mulin decise di canalizzare l’acqua della Fonte di Monte, dove una sorgiva spontanea forniva innumerevoli secchi di rame portati a collo dalle donne per avere l’acqua potabile, le mucche si abbeveravano nell’apposito enorme alveo, o albio, costruito accanto al lavatoio, o lavandaro, al centro della contrada ancora esistente. Si costruì una vasca in cemento con due aperture, una in alto nel caso si riempisse troppo e una in basso che continua a sgorgare, e naturalmente si posero le tubature che portarono l’acqua corrente in casa e nelle stalle dalle mucche. I lavori vennero fatti in comune accordo e spesa dai contradaioli del Mulin. Un vero lusso,il telefono arrivò nel 1985. A causa dell’impossibilità di controllare la salubrità dell’acqua, troppo superficiale alla sorgente, e quindi contaminabile dall’uso in agricoltura di anticrittogamici nonché di detersivi e altri veleni, ci si collegò alla più controllata, ma pagata, acqua comunale nel 1983. La conformazione della Contrà Mulin è caratterizzata da dislivelli di terreno e dai passaggi d’acqua, un tempo mirabilmente intersecati tra mura a secco, ponticelli, rive basse e alti muri, il tutto ombreggiato da morari, da pioppi, o albare, da salici, viti, prugni e amolari, e il tutto diviso tra più proprietà private, promiscue e pubbliche. In poco spazio nove unità familiari difendevano e offrivano le corti, le mura, le strade, i ponti e il sacro uso dell’acqua. La memoria e qualche traccia di fondamenta del primo mulino si trovano a metà del fossato tra la Contrà Mulin e la Fonte di Monte. Lì il fosso ha una cascatella di pochi metri necessaria a dare spinta all’acqua in caduta e a muovere la ruota. Un enorme moraro ne ostruiva il passaggio perché cresciuto addosso al fosso. Venne chiamato il boscaiolo Baldini che lo sradicò; come voleva la prassi, il legno tutto era di Leonardo Lovato, proprietario, ma le radici erano di diritto del valente Baldini, a compensa della ardua e sapiente fatica. Come ancora racconta Renzo Lovato.

La “Carube” ha una biblioteca di opere legate al territorio vicentino e veneto composta di circa trecento volumi. La casa è servita da luce elettrica, acqua potabile, un bagno con acqua calda, un camino funzionante a legna, ha tre posti letto e una piccola ma disponibile comunità di parenti e vicini che permettono brevi permanenze a uso di studio o di qualsivoglia attività espressiva che catturi il genius loci o quantomeno il semplice vivere al Cao de là in Brendola. I prodotti della terra, dalle uova al vino, dalla verdura al latte, li si trova ancora alla porta accanto. E c’è un cortile per parlare e far giocare i bambini. All’interno, accanto al seciaro ho allestito una installazione di duecento vasi in terracotta, raccolti nei miei viaggi per il mondo,
sotto il tema “portare l’acqua… al Mulin”. A fianco, attorno al camino, attrezzi e “figure” sull’altro tema “scherzare col fuoco”. Acqua e fuoco addomesticati all’interno, e terra e aria fuori dalla porta, nel piccolo giardino dove i fiori di Emma e le nuove viti colorano e profumano, nutrono e danno ombra all’ospite. Nel 2013, sul muro di proprietà di Renzo Lovato in Contrà Mulin ho apposto, stampati su ceramica permanente, venti dei miei disegni tratti dal libro Sulle case, ingranditi e incorniciati in sei metri quadrati. Ho chiamato l’opera Libro all’aperto. Renzo Lovato e l’associazione San Valentino hanno applicato le piastrelle alla parete e organizzato l’evento che avvenne sabato 6 luglio 2013. Campagna amica con Domenico Bisognin e Giorgio Acco hanno portato cibo e vivande. È stata una bella occasione per parlare di case, territorio e storia locale. Il medesimo sindaco e l’assessore, non invitati ufficialmente, ma generosamente accolti e omaggiati del libro, compaiono pure sulla cartolina commemorativa e presero pure la parola… Interpellati, ora gli manca! Solo se manovrato dal Municipio qualcosa può succedere, ma di piccolo interesse di pochi e propaganda politica meschina. Aprendo lo sguardo da tanta miseria rimane un mondo da scoprire, partendo anche da “Carube”, verso un sapere e un affinamento alla sensibilità estetica, sociale, culturale e alimentare che insegni a vivere meglio.

Architettura-Rurale-Berica

Il libro Sulle case, edito ormai da quattro anni, non ha avuto a Brendola una presentazione ufficiale, il sindaco Renato Ceron e l’assessore Barbara Tamiozzo non ne hanno inteso l’importanza, e a fronte di quattro volumi da acquistare (o per qualche altro motivo), non hanno ritenuto di concedermi uno spazio pubblico per organizzare una serata. Nel 2014 dopo aver regalato due copie alla biblioteca di Brendola, due all’ospizio degli anziani e una copia a tutti i contradaioli, ricevetti una formale lettera per presentare il libro alla biblioteca, ma dopo aver fatto osservare che avrei dovuto e voluto dire quanto il testo conteneva, non ho più avuto risposta. Con alcuni amici del neonato gruppo Brendola Alta, quali sponsor, abbiamo organizzato l’evento l’11 dicembre 2015 in una sala della canonica. Serata per me memorabile, più di cinquanta persone che pure hanno acquistato il non economico volume, e tanti pensieri forti e chiari sul destino della civiltà rurale. Purtroppo demolizioni e stravolgimenti di questo patrimonio architettonico sono all’ordine del giorno: la Contrà Maras’cion, capolavoro del Settecento, la casa di via Postumia e altre costruzioni sono state stravolte e umiliate.

 
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Pubblicato da su 05/08/2016 in Articoli, Eventi, Libri

 

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Guerrino Lovato al Convegno “Costruire nel paesaggio” Villa Repetta – Campiglia dei Berici

Domenica 4 Ottobre – Campiglia dei Berici – Villa Repetta
L’intervento di Guerrino Lovato al Convegno “Costruire nel paesaggio”


Si ringrazia Luigi Morelato per averci inviato il video.

 
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Pubblicato da su 04/10/2015 in Conferenze, Invito, Video

 

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L’architettura rurale dei Colli Berici è un patrimonio

Guerrino Lovato nel suo volume sull’architettura dei Colli Berici intende, attraverso tavole di grande valore, convincere i contadini che le loro case non vanno modificate

La Domenica di Vicenza. Articolo di Alessandro Scandale

Guerrino Lovato "Sulle Case"L’architettura rurale dei Colli Berici è alla base di un prezioso volume realizzato interamente da Guerrino Lovato, poliedrico artista e uomo di cultura originario di Brendola, scultore, pittore e studioso d’arte. Presentato in gennaio alla Biblioteca La Vigna di Vicenza alla presenza dell’autore e del professor Pier Giovanni Zanetti, esperto di architettura rurale veneta, Sulle Case. L’architettura rurale del Cao de Là a Brendola nei Colli Berici, Vicenza è un bel libro illustrato, di grande formato qualità artistica, prodotto con materiali pregiati. Tutte le tavole e le fotografie contenute sono state realizzate nel 1978. Già all’esame di maturità al Liceo artistico di Valdagno nel 1976, con materia centrale Architettura, Lovato aveva disegnato delle tavole d’esame sul tema di un’architettura rurale possibile per il futuro. Negli anni seguenti, frequentando l’Accademia di belle arti di Venezia e lavorando contemporaneamente nei campi e nella stalla di famiglia, Lovato lavorò ad altre illustrazioni sull’architettura rurale.

Sulle Case di Guerrino Lovato - Tavola

Il suo scopo era di realizzare dei disegni che spiegassero ai contadini perché le loro case erano costruite in quel modo, e li convincessero che sarebbe stato imperdonabile e “sacrilego” distruggerle o modificarle. Voleva che le sue immagini avessero una qualità estetica tale da sorprendere il contadino sulla bellezza della sua vecchia casa, tanto da renderlo orgoglioso quando avesse compreso tutti i perché ai quali Lovato rispondeva con le sue tavole illustrate e con le spiegazioni in dialetto. Il libro contiene 48 tavole a colori di diversi formati, un punto di arrivo, dopo schizzi, pentimenti e prove, qui pubblicati solo in parte nelle pagine di risguardo. Completano il libro circa 150 fotografie in bianco e nero scattate con una fotocamera Leica e che riguardano le case e le contrade illustrate nei disegni…

Leggi tutto l’articolo:
http://www.ladomenicadivicenza.it/a_ITA_5407_1.html

 
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Pubblicato da su 08/02/2014 in Articoli, Libri

 

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A Brendola un libro in ceramica sull’architettura rurale dei Colli Berici

L’architettura rurale dei Colli Berici.
I Colli Berici conservano un ricchissimo patrimonio di architettura contadina, non sempre recuperata o restaurata in modo coerente, ma ancora diffusamente leggibile. Una ricchezza culturale scritta sul territorio, che dimostra quanto in passato l’uomo abbia gestito in prima persona il proprio spazio, continuando a crearlo e ricrearlo in base alle esigenze, in stretto rapporto con la natura, e sempre in equilibrio con essa. C’era una grande sapienza nell’uso degli spazi, una razionalità finalizzata ad evitare ogni spreco e a fare in modo che ogni elemento (residenza, stalla, fienile) sfruttasse ciascuno gli aspetti positivi dell’alto. Gli edifici si sviluppavano spesso attorno ad un cortile comune, creando così piccole comunità legate da interessi (estrazione della pietra, lavoro dei campi, sfruttamento del bosco, allevamento del bestiame) ed esigenze collettive (la difesa, lo sfruttamento dell’acqua).

Un libro all’aperto sull’architettura contadina.
In Contrà Mulin a Brendola, è stato creato un libro all’aperto in ceramica. Un’opera di 6 metri quadrati, fatto di mattonelle realizzate con la tecnica della decalcomania e invetriate a forno. I disegni a colori riprodotti, 20 in tutto, sono di Guerrino Lovato, scultore, pittore e studioso d’arte originario Brendola, che nel 1978, eseguì a mano libera, una serie di tavole tracciate con il pennino inchiostrato di mordente color seppia, senza utilizzare stecca né squadra. A quel tempo l’intento era di ritrarre la bellezza ed il valore costruttivo di quelle case, e trasferire una consapevolezza utile a difenderle dalle minacce di un’architettura che, in quegli anni soprattutto, passava sopra la cultura dei luoghi con grande superficialità. L’iniziativa culturale di questo libro all’aperto, mira a valorizzare il territorio e la sua storia, ed è stata sostenuta da associazioni territoriali come Campagna Amica e Associazione San Valentino. I preziosi disegni sono stati pubblicati anche in un volume dal titolo “Sulle case”, contenente 50 tavole e 200 fotografie, edito da Lupi & Sirene editore.

Articolo pubblicato da http://www.lifeonthehill.it il 6 gennaio 2014
Dove si trova il Libro all’aperto: MAPS

 

Sulle case. L’architettura rurale del Cao de là a Brendola nei Colli Berici, Vicenza.
Autore: Guerrino Lovato
Lupi & Sirene editore. Pagine 128 con 48 tavole a colori e circa 160 immagini in bianco e nero. Formato cm 34 x 23,5. Cartonato. Inclusi CD con versione del libro in Pdf e 5 cartoline.

Leggi l’introduzione del libro

 
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Pubblicato da su 07/01/2014 in Articoli, Eventi, Libri

 

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“Sulle Case” di Guerrino Lovato – Tavola 6

"Sulle Case" di Guerrino Lovato - Tav.6

La casa del figlio contadino rifà essenzialmente quella del padre formando così degli abitati unici se non delle contrade; in questo modo la famiglia risparmia muri e terreno coltivato e tiene unita la proprietà.


Sulle case. 
L’architettura rurale del Cao de là a Brendola nei Colli Berici, Vicenza.
Autore: Guerrino Lovato
Lupi & Sirene editore. Pagine 128 con 48 tavole a colori e circa 160 immagini in bianco e nero. Formato cm 34 x 23,5. Cartonato. Inclusi CD con versione del libro in Pdf e 5 cartoline.
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Pubblicato da su 05/02/2013 in Libri

 

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“Sulle Case” di Guerrino Lovato – Tavola 19

Sulle Case di Guerrino Lovato - Tav.19

Le tre cose più importanti:
non far le case drio i scaranti, non baruffare coi parenti e non piantar beghe coi potenti.

Sulle case. L’architettura rurale del Cao de là a Brendola nei Colli Berici, Vicenza.
Autore: Guerrino Lovato
Lupi & Sirene editore. Pagine 128 con 48 tavole a colori e circa 160 immagini in bianco e nero. Formato cm 34 x 23,5. Cartonato. Inclusi CD con versione del libro in Pdf e 5 cartoline.
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Pubblicato da su 04/02/2013 in Libri

 

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“Sulle Case” di Guerrino Lovato – Tavola 7

"Sulle Case" di Guerrino Lovato - Tav.7

La casa è a gusto e a misura di chi vi abita, senza inutilità, sprechi e manie. La casa è essenziale.

Sulle case. L’architettura rurale del Cao de là a Brendola nei Colli Berici, Vicenza.
Autore: Guerrino Lovato
Lupi & Sirene editore. Pagine 128 con 48 tavole a colori e circa 160 immagini in bianco e nero. Formato cm 34 x 23,5. Cartonato. Inclusi CD con versione del libro in Pdf e 5 cartoline.
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Pubblicato da su 03/02/2013 in Libri

 

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Il nuovo libro di Guerrino Lovato: “Sulle Case”. Un viaggio appassionato nell’archittettura rurale.

"Sulle Case" di Guerrino Lovato

Sulle case. L’architettura rurale del Cao de là a Brendola nei Colli Berici, Vicenza.
Autore: Guerrino Lovato

Lupi & Sirene editore. Pagine 128 con 48 tavole a colori e circa 160 immagini in bianco e nero. Formato cm 34 x 23,5. Cartonato. Inclusi CD con versione del libro in Pdf e 5 cartoline.

“Nel 1975 frequentavo il Liceo artistico a Valdagno.Una classe andò in visita culturale ad Amalfi, lì alcuni ragazzi comprarono della carta fatta a mano e me ne vendettero alcuni fogli che conservai per utilizzarli con speciale cura ed economia. Su quei fogli trovai pertinente disegnare e colorare le tavole sull’architettura rurale che avevo in mente. Affrontai l’esame di maturità nel 1976 con materia centrale Architettura, che per me della sezione Accademia risultò una sfida. Disegnai le tavole d’esame sul tema di una architettura rurale possibile per il futuro: disegni a mano libera, tracciati con il pennino inchiostrato di mordente color seppia, senza stecca né squadra. Nei due anni successivi, per sei mesi all’anno frequentavo l’Accademia di belle arti a Venezia, negli altri mesi lavoravo nei campi e nella stalla di famiglia. Mentre zappavo o mungevo pensavo a come impaginare le immagini che poi la notte tracciavo nel mio studiolo nel vecchio “granaro”: ero l’ultima lampadina che si spegneva in contrada. Volevo illustrazioni che spiegassero ai contadini perché le loro case erano costruite in quel modo e li convincessero che sarebbe stato imperdonabile e “sacrilego” distruggerle o modificarle.

"Sulle Case" di Guerrino Lovato - Tav.14       "Sulle Case" di Guerrino Lovato - Tav. 29

Volevo che le mie immagini avessero una qualità estetica tale da sorprendere il contadino sulla “bellezza” della sua vecchia casa, tanto da renderlo orgoglioso quando avesse compreso tutti i perché ai quali io rispondevo con queste tavole illustrate e con le spiegazioni in dialetto. A molto doveva servire la materialità del mio disegnare e dipingere, usando quelle mani che tutto il giorno si applicavano nelle stesse mansioni dei contadini: erano quotidiani strumenti di lavoro. Mettere in evidenza il processo tecnico era un modo per parlare uno stesso linguaggio, facilmente comprensibile nel messaggio, vale a dire la salvaguardia della casa rurale. Sulla carta amalfitana, giallina e butterata, disegnavo prima con la matita e poi con il pennino, utilizzando la polvere di mordente in uso ai falegnami per oscurare il legno. La scioglievo nell’acqua e con l’inchiostro ottenuto procedevo a marcare il disegno nei particolari e a scrivere i testi, costava poco e durava tanto… Volevo ottenere delle tavole con colorate illustrazioni e chiare parole, dove il contadino si sentisse protagonista e si fidasse di chi lo istruiva perché si trattava di uno di loro: il dialetto era lo stesso, così come il sapere che vi era trasmesso perché raccolto dalla voce dei cavatori, dei “taiapiera” e dei muratori e falegnami del Cao de là…”

"Sulle Case" di Guerrino Lovato“Questi disegni con molte fotografie mi furono acquistati nel 1979 dalla lungimirante Vittoria Rossi che mi diede 500 mila lire, soldi che mi permisero di vivere a Venezia un anno accademico. I fogli disegnati vennero conservati nella neonata biblioteca di Brendola che io stesso avevo contribuito a fondare anni prima. La biblioteca di Brendola conserva come donazione della professoressa Vittoria Rossi la seconda versione di questi disegni che realizzai a Venezia nel 1985 con l’architetto Daniela Zentilin. Avevo bisogno di avere gli originali con me perché speravo sempre di poterli pubblicare e mostrare. Recentemente i disegni sono stati visti da Pier Giovanni Zanetti, studioso dell’architettura rurale che mi ha spronato alla pubblicazione. Ho tenuto varie conferenze utilizzando queste immagini proiettate: a Venezia, Valdagno, Sossano, Ceggia e, naturalmente, a Brendola, e li ho esposti nella bella casa agricola dell’architetto Antonio Brunello, a Ceggia. Le fotografie qui pubblicate, scattate tra il 1976 e il 1980, sono concentriche alla mia contrada Mulin, che sta nel mezzo e nel punto più basso dell’anfiteatro di colline, e riguardano solo case e contrade illustrate nei disegni, coprendo un raggio di circa un chilometro. Alcune fotografie non sono mie e gli autori sono citati nelle rispettive pagine…”

Guerrino Lovato
Guerrino Lovato

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Pubblicato da su 30/01/2013 in Libri

 

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