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Il Giuda Taddeo di Pietro della Vecchia, sec. XVII,Venezia

22 Feb

L’impresario turco di Macedonia Sukret Mehemed che lavora a Venezia, ha salvato una vecchia tela sporca e rotta da un deposito di materiali da smaltire. Sapeva che sapevo di cose vecchie dell’arte e mi ha portato questo potente ritratto da restaurare. Francesco Grimaldi, restauratore professionista lo ha pulito, reintelato, stuccato e leggermente integrato. È un mezzo busto di Santo, che se non fosse per l’aureola e il noto attributo del bastone col quale fu ucciso dagli “infedeli”, potrebbe sembrare un Ercole con la clava o Giove in persona!

La tela, dipinta a olio. misura centimetri 50 per 70 e si capisce che fu tagliata grossolanamente ai bordi, conserva una vecchia tela della stessa misura sul retro, ma staccata. Le serie dei 12 Apostoli interi o a mezzo busto hanno origini rinascimentali, specialmente in incisioni nordiche, come xilografie, incisioni e dipinti. Ma è nel primo Seicento che si forma una vera e propria categoria di opere allineate nel formato con la serie completa degli Apostoli, riconoscibili tutti da un attributo riconducibile al loro martirio, eccezione per San Tommaso che spesso esibisce solo il dito indice col quale volle toccare per verificare la ferita di Cristo, e venne per questo rimproverato.

El Greco, Rubens, Van Dick e più tardi Piazzetta, Tiepolo e altri pittori, crearono serie complete dei 12 Apostoli dipinti su tela che spesso vennero incise ed ebbero grande fortuna.

Pietro della Vecchia nasce a Venezia nel 1603 e vi muore l’8 settembre 1678. Fu un pittore molto prolifico e davvero barocca, come il periodo che visse, fu la sua produzione. Grande pittore e inventore ma specialmente imitatore e riproduttore di opere altrui, specialmente Giorgione e Tiziano, dei quali non copia per riprodurre ma prosegue la loro produzione continuando, un secolo dopo, a inventare opere nei loro stili, confondendo i mercanti e i collezionisti a tutt’oggi. Questo atteggiamento di negare temporalità all’opera, liberandola dalla datazione e dallo stile personalissimo dei geni del Rinascimento, rimette in circuito l’eterno presente dell’Arte, che è stupore e meraviglia, che è vera e falsa, che è materia e pigmenti che fanno sognare gli uomini, ingannando i loro occhi. Disegnò e colorò i cartoni per i mosaici di San Marco realizzati sia in facciata che all’interno della Basilica Ducale, cartoni ora conservati a sant’Alvise, innumerevoli pale d’altare, ritratti e soggetti curiosi e stravaganti. Dipinse indovini, streghe, maghi e chiromanti, lanzichenecchi e soldataglie fuori epoca e moda, “autoritratti” di Giorgione e Tiziano e colossali testoni di mostruosi individui da incubi notturni. Il Giuda Taddeo di Sukret Mehemed, attribuzione che mi sento di assegnargli per i soli caratteri stilistici inconfondibili, dipinto intorno il 1650, purtroppo non abbiamo né firma né data. È un potente e rassicurante ritratto di un uomo con ampia capigliatura scura che gli fa corona e che poi si scioglie sulle spalle, ricordando una moda ebraica vista chissà dove. Ma la barba è grigia, morirà vecchio, ha grandi occhi sinceri e diretti allo spettatore, è ammantato di giallo, colore dell’ebreo, e il manto è tagliato nei bordi a piccoli e raffinati lobi. La mano, con dita pienotte tipiche del Della Vecchia, quasi una firma, esce da una manica blu e gialla e regge il nodoso bastone, simbolo del suo martirio. Una lunare aureola crea una luce che sembra riverberarsi nelle pieghe del manto ma specialmente sul viso, illuminando gli occhi, le rughe della fronte il naso e le labbra umide; il Santo è già nel Paradiso dunque e mostra vittorioso lo strumento che non lo uccise.

Venezia,18 Febbraio 2021

Maestro Guerrino Lovato

 
2 commenti

Pubblicato da su 22/02/2021 in Video

 

2 risposte a “Il Giuda Taddeo di Pietro della Vecchia, sec. XVII,Venezia

  1. info@mondonovomaschere.it

    22/02/2021 at 15:17

    Grazie ancora. G.

     
  2. Valerio Festi

    22/02/2021 at 18:34

    Bravo Guerrino, con le pitture dei vecchi che li rimetti uno per uno al loro posto, che ci stanno bene ! quanti ce ne è ancora da sistemare?

     

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