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Santi fin da piccoli! Rare iconografie della nascita nell’agiografia cristiana

18 Feb

Gesù nasce in una grotta e così san Francesco, alter Cristus, nascerà da Pica in una stalla durante un viaggio, vedi per esempio J. Ligozzi agli Ognissanti a Firenze. L’imitazione a Cristo non si fisserà solo nelle stigmate ma anche nella varie tappe della vita del poverello di Assisi.

A ritroso, anche la nascita di sant’Ambrogio avrà il miracolo delle api che usciranno come ambrosia dalla bocca del neonato a significare la potente parola futura. San Benedetto, vedi i Carracci a san Giovanni in bosco a Bologna, ma anche il meno noto san Leonardo, nella cappella di Leonardo e Paola Gonzaga a Gorizia, hanno il privilegio di vedere rappresentato il loro primo bagnetto: la madre a letto e le levatrici laboriose che lo accudiscono. La nascita del Battista è caratterizzata dalla presenza di Zaccaria che ne scrive il nome, non potendo parlare, perché punito per non aver creduto a Dio che lo voleva padre naturale, benché fossero anziani sia lui che la madre Elisabetta.

La Madonna poi, nasce da sant’Anna con Gioacchino spesso presente alla scena, anziani pure loro ma qui gli angeli presenziano al miracoloso evento. Anna, sdraiata nel letto, viene prontamente nutrita con uova fresche. Il bizzarro e geniale Amico Aspertini, nei primi anni del Cinquecento, predella in Pinacoteca Nazionale tra Ferrara e Bologna, rappresenta la sequenza dell’uovo freschissimo portato alla puerpera. In primo piano un gallo si abbassa a terra per vedere l’ano della gallina che ha prontamente alzato la zampa per esibire la fuoriuscita del nutriente e tiepido alimento in arrivo. Nemmeno gli attuali cartoni animati sono arrivati a tanta innaturale e comica scenetta, con posture che i gallinacei non fanno mai! Ma l’arte sì. Ma il santo che ebbe anticamente più fortuna per la sua precocissima fede e astinenza fu san Nicola da Mira, ora da Bari, uno dei santi più diffusi e raccontati in tutta Europa, anche perché protettore delle acque, dei mulini, delle imbarcazioni e dei viaggi per mari e per fiumi. Racconta la sua leggenda che san Nicolino rifiuta la poppa e la pappa per pregare e digiunare, le levatrici ne sono stupite, la madre capisce e prega pure lei. La innaturale scena del  bimbo Nicola in piedi nel bacile, dove deve essere lavato, che prega come un battezzando, e rifiuta l’igiene e il cibo è nota, pure in scultura, come il primo digiuno di un presunto vorace neonato che anche per questo sarà Santo.

Nella Cappella di san Nicolò nel duomo di Pordenone vi sono varie storie del santo di un anonimo del secondo Quattrocento di ottima fattura sia coloristica che prospettica e narrativa. Non manca la ricca scena del digiuno e la preghiera di san Nicola puero ,che sta nudo ritto in piedi nella bassa tinozza, con l’aureola, le manine incrociate sul petto nel gesto della Speranza, mentre la futura Carità è imitata dalla stupita levatrice con le braccia aperte, e la madre e l’altra serva sono a mani giunte come segno di Fede; l’inutile pappa in arrivo si raffredderà e la solerzia della cameriera col cibo sarà inutile. A pochissimi metri vi è il famoso fonte battesimale del Pirgotele del 1506 forse tornato nella primitiva cappella del battistero, con le 4 portelle del Pordenone dipinte verso il 1534, ora in riproduzione fotografica, le originali sono al Museo. Non so se la disposizione delle 4 vivaci scenette sia come all’origine, ma la Nascita del Battista del Pordenone e quella di san Nicola nella cappella adiacente del maestro di fine Quattrocento, si vedono contemporaneamente. Pordenone trascura la presenza tradizionale di Zaccaria che scrive, ma rapresenta, copiando la nascita di Nicola, il medesimo miracolo di una fede precocissima che fa stupire le due levatrici mentre Giovannino ed Elisabetta, con la rispettiva aureola, pregano a mani giunte. Il ricco desco col cibo, vino rosso e pane, è portato dalla cameriera che nessuno considera. Si prega e si digiuna, mentre il cibo esce da una fornita cucina con i bagliori del fuoco acceso. Questa scena della precocissima devozione del Battista mi è nuova. Per quanto sappiamo dalle Leggende, già da piccolo san Giovanni lascerà i genitori per ritirarsi nel deserto.

Credo che questa inedita iconografia della nascita del Battista che prega nella tinozza tiepida non sia altro che la ripresa del noto miracolo di san Nicola che tanto doveva piacere nei racconti della vita dei santi, e pure il Giovannino, nella sua fonte battesimale alla quale allude anche il bacile nel quale è posto, non poteva essere da meno di san Nicolino in virtù di fede e di astinenza e se non altro di priorità temporale e gerarchica. Direi che questo è un caso di “buon vicinato”, dove l’immagine si spiega solo se sta nel luogo per la quale fu dipinta e il colloquio tra le due icone è un clamoroso caso di contaminazione e imitazione concorrenziale tra due miracolose nascite e due famosi Santi. Giovanni non era certo da meno di Nicola, ed essendo più antico aveva diritto a impossessarsi anche di questa virtù dell’astinenza che finora era solo prerogativa di Nicola, le virtù sorprendenti dei Santi non si vietano a nessuno!

Venezia, 6 febbraio 2020.

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Pubblicato da su 18/02/2020 in Video

 

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