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Venezia, San Luca.

14 Feb

Santa Caterina d’Alessandria, attribuita al Rizzo ma di scuola dei  Lombardo, marmo, fine Quattrocento. La santa sapiente e martire verrà decapitata dopo aver subito varie torture, tra le quali la terribile ruota, consistente nell’essere uncinati e smembrati da chiodi applicati a ruote in movimento. La crudele machina di morte scoppiò miracolosamente senza sfiorare il corpo della vergine e i pezzi esplosi ferirono gli aguzzini. Dunque la ruota, suo attributo, è quasi sempre spezzata, come qui. Ma lo scultore anonimo pose nell’angolo del blocco di marmo la metà della ruota rotta, rendendo col “vuoto” il “pieno” del significato della storia agiografica della santa Caterina della rua, o rota, o roda, come un tempo veniva chiamata per distinguerla da quella di Siena.Non è la scultura rotta ma la ruota che così deve essere per affermare il miracolo avvenuto. Intelligente è stato lo scultore che non ha scolpito la rottura risparmiando marmo e tempo ma dandoci da intendere che la ruota era comunque rotonda. HA SCOLPITO QUELLO CHE NON VEDIAMO, MA SAPPIAMO!

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Pubblicato da su 14/02/2019 in Video

 

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