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Meneghello veglierà dal balcone del Corielli

28 Giu

Da “Il Giornale di Vicenza” 27 giugno 2013
di Lino Zonin

L’OMAGGIO. Inaugurata una scultura in maiolica di Guerrino Lovato
Il mezzobusto che sarà illuminato anche di notte è il dono dell’artista che omaggia Malo e lo scrittore

Busto di Luigi Meneghello, scultura di Guerrino Lovato

Il busto di Luigi Meneghello. Scultura di Guerrino Lovato. Foto di Maurizio Costa

Il sesto anniversario della scomparsa di Luigi Meneghello (Thiene, 26 giugno 2007) ha offerto a Guerrino Lovato l’occasione per ringraziare alla sua maniera gli amici ritrovati di Malo. Al termine di una breve performance commemorativa, sotto le finestre del museo Mondonovo Maschere che Lovato ha allestito e dirige a palazzo Corielli, è apparso sul davanzale un busto di Meneghello creato per l’occasione dall’artista di Brendola. La scultura è in ceramica maiolicata bianca, pesa circa 50 chili e ritrae a grandezza naturale lo scrittore che guarda in basso con espressione benevola e tenta di trattenere cinque fogli di carta che il vento sta portando via. I maladensi sapevano delle intenzioni di Guerrino di partecipare all’evento, che si inserisce nelle manifestazioni per i 50 anni dall’uscita di “Libera nos a Malo”, ma certo non si aspettavano la sorpresa finale con la comparsa di una scultura che rimarrà sulla facciata di palazzo Corielli a ricordo del loro più illustre concittadino. «La mia – ha spiegato l’autore – è una sorpresa visiva per questa città, alla quale sono riconoscente per aver trovato una splendida collocazione alla mia raccolta di maschere dopo la chiusura della sede di Venezia. Meneghello è per Malo la figura della memoria come lo è Leonardo per Vinci o Leopardi per Recanati, e mi è sembrato bello immortalarne l’immagine con questa scultura che non vuole essere celebrativa come un monumento (cosa che a Meneghello, sono sicuro, non sarebbe piaciuta) ma significare un presenza beneaugurante per chiunque passi sotto quella finestra».
L’installazione “effimera e permanente” di Guerrino Lovato a palazzo Corielli è iniziata con la presenza di quattro carte da gioco, ognuna di seme diverso, messe a coprire il vano delle finestre che si affacciano su via Cardinal de Lai. Dopo averne tolte tre, giunto all’asso di cuori, lo scultore ha sollevato l’ultimo velo mostrando un disegno che ritraeva Meneghello nella stessa posa della scultura.
Con un colpo di teatro finale, anche il dipinto è caduto mettendo in mostra, tra la sorpresa generale, il candido busto. Il compito di spiegare il significato della strana posa in cui lo scrittore viene rappresentato è stato affidato
busto di Meneghelloa un volantino che Lovato ha distribuito ai presenti nel quale, a firma di un “apocrifo meneghelliano”, si legge: «Nevicava, e sfidando il tempo mi appoggiai al davanzale della finestra sulla strada con in mano cinque carte appena scritte per asciugarle e insieme rileggerle. Un colpo di vento me le sfilò di mano, alcune rientrarono in casa, altre volarono con i fiocchi di neve giù in strada. Non mi agitai per trattenerle, anzi, indicai al vento e alla neve quanto vi avevo scritto pensando all’antico adagio locale: ‘ghe xe un santo che vive de vin spanto’, perché anche in quella perdita qualcuno ci guadagnava». «I fari alimentati a energia solare illumineranno il busto – conclude Lovato – e così anche di notte Luigi Meneghello veglierà sui suoi concittadini, assisterà alle loro gesta e li proteggerà».

 
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Pubblicato da su 28/06/2013 in Articoli, Eventi

 

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