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Lottomantica – una nuova interpretazione della Pietà di Lorenzo Lotto

19 Nov
Pietà di Lorenzo Lotto

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Lorenzo Lotto così scriveva nel suo LIBRO DI SPESE DIVERSE nel febbraio 1545: “Una pietà, la vergine tramortita in brazo de San Joanne et Jesù Cristo morto nel gremio de la madre, et dua anzoleti da capo e da piedi, sustenar el nostro Signor” – incarico ottenuto tramite il reverendo mastro in theologia mastro Vincentio domenicano in San Nicolò a Treviso. La Pietà, il grande dipinto su tela (185×150) fu commissionato dalla Superiora del convento domenicano di San Paolo in Treviso, da cui la provenienza. Conservato ai giorni nostri nella Pinacoteca di Brera, oggi è esposto a Venezia fino al 26 febbraio presso le Gallerie dell’Accademia.

Le cinque figure, dal Lotto stesso nominate, sono tutte poste in primissimo piano benché non manchi un secondo piano con la roccia semierbosa del calvario e la base della croce e un tenebroso sfondo di cielo solcato da scure nubi. Uno dei due angioletti è in ginocchio e scruta la mano sinistra di Maria. Lei con gli occhi quasi girati in alto, collassata dal dolore, è sostenuta da un repentino gesto del nuovo figlio San Giovanni. L’altro angioletto invece, a fatica solleva con gesto scomodo la testa di Cristo puntando il piede sinistro a terra ed è l’unico a guardarci con gli occhi arrossati e l’espressione di muto dolore. Secondo i francescani, Maria sotto la croce subiva una morte spirituale come la morte fisica di Cristo e così, da “tramortita”, veniva dipinta. Per i domenicani invece, avendo Maria la prescienza della resurrezione del figlio, sopportava con composto stoicismo il dolore della morte apparente. A questo punto immaginiamo che da una parte la committente Superiora avrà insistito nel naturale dolore di Maria come “Madre”, identificandosi piamente e pienamente con essa, dall’altra però il due volte MASTRO Vincentio sorvegliava il blindato ambiente domenicano. Fu così che, in accordo col pittore, crearono un sorprendente “passaggio preferenziale” noto alle sorelle del convento, a padre Vincenzo, a me e da oggi anche a tutti voi…
Lorenzo Lotto Pietà LottomanticaIl quasi adolescente angioletto alato, sulla destra del quadro, con le mani sembra voler aprire le gambe di Cristo per indicarci l’umana natura del figlio di dio, ma con le sopracciglia aggrottate legge la mano della Madonna che la pone al suo sguardo indagatore come uno specchio. Credo sia la prima immagine di una lettura chiromantica nella pittura italiana e per di più in un contesto altamente religioso ben prima dei bravi, ciarlatani ed indovini che dal 16oo in poi creeranno uno specifico genere. Prima che la chiromanzia diventasse una pratica considerata dalla chiesa superstizione e sacrilega magia, la lettura della mano aveva una sua nobile e sacra dignità. Nella Bibbia troviamo dal Libro dei Proverbi (3,16) “La sapienza ha scritto nella mano destra la lunga vita, e nella sinistra le ricchezze e la gloria“; nel Libro di Giobbe (37,7) “Il Signore pone nella mano di ciascuno un segno,affinchè ciascuno conosca le Sue opere“. 

Andrea Corvo chiromanzia

Lettura della mano - Andrea Corvo

Queste sono le più note, ma ce ne sono tante altre. I libri a stampa con immagini dal 1480 trattano l”argomento della chiromanzia con edizioni veneziane di Andrea Corvo 1519 e Patrizio Tricasso 1524. Nei paesi del nord abbiamo sacre xilografie dove addirittura ogni falange della mano destra ha nelle quattro dita i 12 apostoli e nel pollice Gesù e Maria e nella sinistra 12 santi a piacere, ma nel pollice sempre Gesù e Maria.

Nella Pietà di Lotto, la mano destra “morta” di Maria indica la mano sinistra nella quale l’angioletto verifica la lunga vita e il glorioso destino attraverso l’interpretazione delle linee che noi intravvediamo nello scorcio. La mano destra del Cristo, in primissimo piano sull’altare, esibisce l’artificiale stigmata del chiodo, segno perenne della sua morte e resurrezione. Dunque se agli occhi dei devoti il dolore di Maria era quasi una morte disperata, per i devoti avveduti ed istruiti dall’angelo sapiente, era solo un mistero doloroso di breve durata e di verificabile istantaneità proprio perché stava scritto nella sua mano, sulla lunga linea della vita. Maria sarebbe vissuta a lungo ed assunta in cielo dopo un’apparente e profumata morte simile al sonno.

Pietà di Lotto, particolare del volto della Madonna

Questa Pietà è una delle ultime rivincite domenicane sull’ormai diffuso e più coinvolgente dettato francescano, sostenuto dalla controriforma, più coerente con L’UMANITA’ DI MARIA, oscurando il divino volto di Lei che era anche SEDE DELLA SAPIENZA e dunque preveggente. A Lei non serviva leggersi la mano, ma a noi serviva leggere la Sua, così come ci insegna l’angelo, per non trasecolare senza speranza nel momento del lutto in questa “valle di lacrime”. La divinazione del futuro dalle linee della mano per Lotto e” DIVINA AZIONE!

In Venezia. Guerrino Lovato.

Questa lettura iconologica del dipinto lottesco è stata data in forma di conferenza a Mestre (11 marzo 2011) e a Milano presso Spazio Tadini (16 aprile 2011).

 
2 commenti

Pubblicato da su 19/11/2011 in Conferenze, Lorenzo Lotto

 

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2 risposte a “Lottomantica – una nuova interpretazione della Pietà di Lorenzo Lotto

  1. Metri Nicoletta

    19/11/2011 at 19:47

    Mi sembrano impressionanti le gambe della Madonna, il drappo della veste teso fra le gambe sembra un utero rosso… immenso. Potrebbe essere anche il parto della Madonna in cui il cherubino legge nella mano la futura passione del figlio che si materializza come visione nel grembo di Lei? L’idea del parto potrebbe essere stata ispirata dal desiderio di maternità nei confronti del Cristo della suora committente. E’una nascita e una morte insieme, un evento circolare.

     
  2. Maurizia

    20/11/2011 at 14:56

    Maurizia Tazartes
    <la lettura di Lovato è molto interessante, e probabilmente non lontana dal vero. Anche l'interpretazione di Nicoletta Metri ha delle buone ragioni, e non è escluso che, nei complessi giochi di simboli usati dai pittori, Lotto li abbia in certo modo considerati tutti e due, insieme ad altri, che ancora sfuggono. Meno convincente il desiderio di maternità della suora, che comunque non l'avrebbe mai espressa o fatta esrimere in un dipinto (tra l'altro, un capolavoro).

     

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